La valutazione Neuropsicologica 

La Valutazione Neuropsicologica è un’indagine complessa che prevede la somministrazione di test neuropsicologici con lo scopo di indagare le abilità cognitive (l’orientamento spazio-temporale, il linguaggio, l’attenzione, la memoria) del paziente al fine di stabilire se queste risultano adeguate all’età ed al grado di istruzione del paziente, oppure se sono presenti alcune prestazioni al di sotto della norma. A conclusione dell’esame, viene redatta una dettagliata relazione che descrive il quadro cognitivo e funzionale del paziente. 

Quali sono le patologie neurologiche acquisite più frequenti? 

  • Ictus cerebrale 
  • Traumi cranici 
  • Forme di demenza 
  • Malattia di Parkinson e Parkinsonismi 
  • Encefalopatia vascolare cronica 
  • Sclerosi Multipla 
  • Neoplasie cerebrali 

La valutazione neuropsicologica ha l’obiettivo di: 

Rilevare eventuali deficit delle funzioni cognitive, come memoria, linguaggio, abilità visuo-spaziali, abilità prassiche, attenzione e funzioni esecutive 

Impostare un trattamento di riabilitazione/training cognitivo 

Come si svolge la valutazione neuropsicologica? 

La valutazione neuropsicologica comprende: 

  • Raccolta dei dati anamnestici 
  • Colloquio con il paziente e familiari 
  • Esecuzione di test neuropsicologici 

La valutazione neuropsicologica si articola in 2 colloqui così organizzati: 

  • 1° colloquio: raccolta anamnestica e valutazione con specifici test scelti dal professionista sulla base delle funzioni specifiche da andare ad indagare (circa 60-90 min) 
  • 2° colloquio: restituzione dei risultati emersi, consegna della relazione specialistica e impostazione di un trattamento di riabilitazione cognitiva 

In cosa consiste il potenziamento delle abilità cognitive? 

Il cervello mantiene la sua plasticità nell’arco di tutta la vita, per questo il potenziamento cognitivo è fondamentale sia per prevenire l’invecchiamento cerebrale sia per rallentare il decorso di malattie cerebrali degenerative ed allenare le abilità residue. Il training cognitivo consiste in esercizi mirati a potenziare il livello di attenzione, le capacità di memoria e di ragionamento. 

Il training cognitivo ha lo scopo di: 

  • Prevenire l’insorgenza di disturbi cognitivi e ritardare l’invecchiamento cerebrale 

  • Favorire il recupero delle funzioni cognitive compromesse in seguito a patologie neurologiche 

  • Potenziare le risorse residue della persona o a rallentarne il decadimento nel corso di patologie neurodegenerative 

L’obiettivo del training è quello di migliorare la qualità di vita, cercando di coinvolgere il paziente in attività stimolanti e riducendo i momenti di inattività. 

Ada Garramone
Ada Garramone

Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Neuropsicologa Clinica

Psicologa collaboratrice presso IRCCS San Raffaele Roma– Unità di Riabilitazione Neuromotoria diretta dal Prof. Paolo Maria Rossini.

Attività svolta: Valutazione neuropsicologica in pazienti post stroke.